Il Ritorno

13 07 2009

Una mattina come tante: ti svegli, ti alzi, ti lavi (almeno si spera); solite attività motorie più dettate dai meccanici gesti abitudinari che da una reale connessione con la realtà; basta guardarsi allo specchio per capire che il tuo materasso non ti vuole bene. Ed è proprio in quel momento, in quel limbo tra il sonno e la veglia, che si avvertono le sensazioni più sincere, più vogliose, a volte come se qualcuno ti stesse tirando violentemente per un orecchio per dirti: “forzaaaa andiamoooooooo”; o più esplicitamente: “cazzo, ma ti muovi?”

L’omino nel cervello, si potrebbe dire; io lo definirei in con altri termini, come se fosse un vero richiamo: quello della libertà.

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Il mitomane, seconda parte

25 01 2009

Eccoci qua finalmente a casa, è stata un’ora di ciondolamento perpetuo chiuso nel retro di un vecchio Daily, un po’ versione carro bestiame più profumato ma con eguale livello di pulizia oserei dire, gentilmente offerto da un amico di mio padre, mezzo che mi ha permesso di scortare il mio tesoro fino a destinazione per riporla accanto alla sorellona maggiore che da oggi le farà compagnia tra le 4 fredde mura del mio garage…

 

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Mattina d’Inverno

15 01 2009

Il motore freddo in una gelida mattina d’inverno, oltrepassata la linea di demarcazione della proprietà privata, costringe inevitabilmente ad un’andatura trotterellante, come la maggior parte delle persone potrà pensare… Ma niente paura, è solo una condizione temporanea ovviamente! Giusto il tempo che ci impiega l’aria a farti desiderare di non avere più le gambe perché, in ogni caso, la sensazione che percepisci dati i 2 gradi dell’aria è la stessa… E’ cosi che ormai intorpidito dall’unico ostacolo che ti divide dalla tua scarica di adrenalina giornaliera non puoi fare altro che due cose: rinunciare, oppure far ruotare quella cosa con 5 dita attaccata in fondo al braccio destro, che contiene ciò che può cambiare una gelida giornata invernale trasformandola in un inferno di ormoni e calore… E’ un crescendo di suoni, un urlo che riecheggia per chilometri nelle sconfinate campagne della vecchia padania, il cambio un pò ruvido non è mai stato un problema e devo ammettere che la rugiada ghiacciata che ricopre interamente tutto ciò che mi circonda fa un certo effetto, ma d’altronde è Natale… E’ un pò come la nutella: che mondo sarebbe senza?

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100 cv di pura vibrazione…

15 01 2009

Nonostante Fernando abbia deciso di non venire con me questo pomeriggio, esco di casa casco alla mano per provare l’ultima uscita di casa Buell, forse l’unico compromesso di moto stradale che accetterei motorizzata con un bicilindrico yankee rumoroso e strattonante, molto lontano dal tiro ben definito e lineare delle 4 cilindri giapponesi, giocoforza per la tipica struttura del motore; arrivato nel concessionario milanese l’accoglienza è calorosa, quasi di casa, nonostante si respiri un’ aria in certi momenti di nicchia, con la sensazione d’avere a volte addosso troppi occhi, che pensano che quello probabilmente, non sia il mio posto.
Parlo con il commesso che gentilmente mi porge il solito modulo per lo scarico delle responsabilità, dieci righe in cui confermi che sei perfettamente cosciente del fatto che in caso di sventurati eventi, per dirla in maniera poco ortodossa, i cazzi sono tuoi.

Compilate dunque le solite scartoffie, quello che sembra il titolare si avvicina con fare sospetto e squadrandomi dall’alto in basso, brandendo il fatidico contratto firmato poc’anzi, mi dice:

ma siamo proprio sicuri?”

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Il mitomane, prima parte

9 12 2008

Sabato. Ho aspettato pazientemente per quattro anni questo momento, finalmente siamo qua e ci siamo tutti: io, mia sorella, mio padre e perfino mia madre, un evento! Simone ci conduce alla sua villa.

Sinceramente non so a quanti di voi, sia mai capitato di “uscire dai pantaloni” con relativo scintillio d’occhi dalla felicità… Io signori, i vestiti me li sono letteralmente strappati a morsi da dosso! Perché quando la clair del box di quel timido ragazzo di campagna si solleva, lei è li, davanti a me, è li! E non importa che sia senza ruota posteriore, appoggiata su un vecchio ceppo di legno, la mia unica ragione di vita è li, e questo mi basta; mi avvicino quasi con rispetto, lentamente, per non rovinare quel magico momento…

”La vuoi sentire accesa?” mi fa lui …vuoto… ”la vuoi sentire accesa?” mi ripete…”Sì certo” annuisco con il capo io, in un gesto quasi convulso… non ho neanche il tempo di rendermi conto di ciò che sta succedendo…

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