BMW Z4 35i, poca sostanza ma tanta apparenza

6 06 2009

Guardando la classica foto di una campagna disabitata in pieno giorno, con i prati e la stradina in terra battuta, riuscireste a dedurre la stagione in cui è stata scattata l’immagine in base all’aspetto, al colore, alla presenza (o meno) delle chiome degli alberi, abituati fiancheggiare la striscia polverosa di ghiaietto carrale. Anche le cabriolet vi possono dare alcune informazioni che comunicano le piante caducifoglie. Senz’altro informazioni dal punto di vista stagionale, non tentate di tagliare in due la vostra automobile per dedurne l’età contando gli anelli lignei inesistenti, fallireste miseramente.

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Continuate a guardare la foto della pianura, però ignorate i prati e la stradina sterrata. Concentratevi sulle chiome degli alberi, o su dove esse dovrebbero trovarsi. E’ un concetto elementare, cosa vedete? O vedete l’albero spoglio, sinonimo d’inverno, oppure quello coperto dalle rigogliose foglie, il quale suggerisce che ci si trova nella stagione estiva. Immaginate di veder impresso nella foto il passaggio su quella stradina sterrata di una cabriolet; focalizzate la vostra attenzione sulla sola automobile. Hard top ben agganciato e finestrini alzati? Siamo da novembre a febbraio; decapitazione totale di tutto quello che và dalla linea di cintura in su, e dal parabrezza alla coda? Eccoci in maggio, giugno, luglio e agosto. Le stagioni intermedie, che guardando il paesaggio riconoscereste nell’esplosione dei fiori, o nei piedi degli alberi nascosti da foglie morte marroni e ocra, li troviamo automobilisticamente in simmetria nell’immagine del delicato tettuccio in tela, che compare, scompare, ritorna, accompagnato da diverse posizioni di vetri laterali e del frangivento; ma come distinguere la primavera dall’autunno osservando la macchina nella fotografia? Nel periodo in cui gli allergici ai pollini guardano con occhi arrossati viali alberati tinti di un rosa surreale, possiamo notare improvvisamente laboriosi insetti, vaganti da un prelibato fiore all’altro, ignari di essere stati sulla traiettoria del veicolo, spiattellati a bizzeffe sulle parti anteriori della carrozzeria vagamente verticali. Mentre tra settembre e ottobre abbiamo il massimo congiungimento tra i due mondi che sto tentando di confrontare: le foglie, esauste e moribonde, lasciano l’albero vero per raggiungere (e farcire) l’interno dell’albero metaforico. Da quattro foto scattate ad una cabriolet dotata di tetto in tela, anche rinchiusa in un box dopo un viaggio di media lunghezza (sufficiente, per esempio, a far comparire sul cofano piccole ex forme di vita volanti, innaturalmente diminuite in volume e aumentate in area corporea), nonostante siano inquadrate solo l’auto, tre pareti, un soffitto e il pavimento, potreste dedurre in che stagione la foto stessa è stata scattata. Giriamo ancora pagina dell’inesistente album di fotografie che abbiamo tra le mani, osserviamo l’immagine successiva. Ecco una pineta immersa nel suo monotono verde scuro, svettare nella piena luce del giorno. Dei tornanti asfaltati in successione, con dei dislivelli notevoli, lasciano intuire che ci troviamo in montagna, e formano una sottile strada che divide in due l’altrimenti indisturbato popolo di alberi aghifogli. Ci accorgiamo si tratti di una foto scattata durante un rally visto che, impegnata in una sbandata controllata su quattro ruote in uscita dalla curva in discesa, vediamo una Lancer Evo VII bianca ricoperta di sponsor. Se non fosse per la presenza dei tifosi del pubblico, gioiosamente assiepati all’interno della curva affrontata in derapata dal pilota, non riuscireste mai a capire in che stagione è stata scattata la foto. Solo l’abbigliamento dei temerari appassionati, infatti, potrebbe darvi qualche informazione, perché la neve sparsa un po’ qua e là, con il suo ampio arco temporale di presenza ad alta quota, non permetterebbe una precisa deduzione. Ne gli alberi ne l’automobile in questo caso verranno in nostro aiuto, in quanto immutevoli di fronte ai cambiamenti climatici, sempreverdi.

Detesto le coupè-cabriolet. Forse perché amo immortalare qualsiasi scena mi capiti a tiro con la macchina fotografica, per poi essere soddisfatto quando, mostrando l’immagine agli amici, questi riescano a intuire molte informazioni dalla foto, senza chiedermi quasi niente. In piena estate, con quaranta gradi esterni, penso che un guidatore di una coupè-cabriolet potrebbe anche godersi l’aria condizionata e il tetto chiuso perfettamente coibentato, mentre con un classico tettuccio in tela sarebbe costretto a ‘scappottare’ per dire addio all’effetto serra in miniatura presente nell’abitacolo. Quindi, potrebbe anche prendere un’auto chiusa e starsene fresco come nella taverna interrata di casa, oppure godersi la sparizione del tettuccio pieghevole morbido, alias ‘fornello’, a favore del vento tra i capelli, il cielo come soffitto e il sole in macchina con se. Addirittura, grazie a sofisticate correnti d’aria studiate nel minimo spiffero, sulle moderne automobili di questo tipo è possibile viaggiare, senza congelarsi le orecchie, a tettuccio aperto il giorno della vigilia di Natale, perdendo il gusto di un’avventura, di una ragazzata. La coupè-cabriolet non obbliga veramente a fare qualcosa di preciso nei confronti delle stagioni, e poter fare quello che si vuole invece che avere vincoli a cui obbedire, a volte toglie sapore all’esperienza; non avendo un’opzione migliore dell’altra, ma due buone alternative, come scegliere? Un acquirente Rolls Royce ha il diritto di potersi perdere tra le scelte, ma uno che voglia sostituire la sua Z3 con qualcosa di più fresco, non deve averne l’obbligo. Rileggo i discorsi di qualche riga sopra, le similitudini tra gli alberi e automobili, e non riesco a confrontare la natura con le coupè-cabriolet. Quindi, devono essere qualcosa di veramente artificiale.

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Siedo nella Z4, l’attuale modello di punta, la 35i. Interni veramente di qualità, ergonomici e spaziosi. Qualche istante prima le gironzolavo attorno, osservando come più che un drastico miglioramento rispetto alla Z3 sembra invece una deevoluzione della Z8, con tutto ciò che questo implica, dato che quest’ ultima era stata definita la ‘spider per zitelle con lifting’. Ma come la Z8, la Z4 è veramente stupenda dal punto di vista del desing. Bangle è stato molto criticato quando aveva deciso di rivoluzionare lo stile BMW, la Serie 7 di penultima generazione sembrava destinata a far scappare fino a quel momento l’abituale clientela a comprare una Classe S: una fuga nel nome di un grande errore. Mettete vicino una Mercedes S, un Audi A8 e una Serie 7 della prima metà di questo decennio. Vi renderete conto di come solo la BMW non sembri appunto una macchina della prima metà di questo decennio, di come appaia più giovane. L’avvento dei così detti ‘Bangle Angle’, ovvero di superfici curve culminanti in angoli tesi, sparsi ormai su tutte le carrozzerie della gamma dei modelli della Casa dell’Elica, è stato un evento eccezionale. Peccato che il loro designer abbia ultimamente deciso di abbandonare il ruolo di ‘capomatita’ BMW. Ho un’immagine personale romantica e un po’ folle, sogno di guardare le registrazioni delle telecamere a circuito chiuso, occhi artificiali che vigilano di notte, nella fabbrica deserta, nel freddo delle luci spente della catena di montaggio dell’ultimo modello. Con una torcia a led tra i denti, con un sorriso beffardo su quel volto per il resto serio, elegantemente barbuto, immagino di scorgere un uomo che con fare furtivo lucida le carrozzerie con una speciale cera anti-età. Grazie Chris Bangle per le nuove BMW, che sembrano gattoni, felini pronti al balzo; anche se odio la X6 e credo che i paraurti posteriori della M3, della M5 e della M6 siano orrendi, hai disegnato dieci anni di storia. 

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Inserisco le chiavi, sfioro il pedale del freno e premo con l’indice destro il tasto ‘start’, e qualche momento dopo sono ad effettuare lo 0-100 in modalità automatica, con questo motore da 306 cv e 400 Nm che sembra non mollare mai, senza però veramente impressionare dal punto di vista dello spunto e della risposta alle accelerate improvvise. E’ un motore brillante, senza dubbio, ma è molto pacifico e non assale, invita ad accelerare; ha un bellissimo ringhio, che a tettuccio aperto si lascia sentire da là davanti a tutti i giri, accompagnato dal piacevole rumore di scarico: rumori veramente ben bilanciati tra anteriore e posteriore soprattutto quando in scalata, anche in modalità automatica, il cambio esegue una doppietta artificiale per massimizzare il comfort evitando strattoni per chi sta all’interno dell’auto, mentre all’esterno il suono di questa operazione attira l’attenzione su di voi, lasciando intendere ad un’inconsapevole della presenza del DGK (il cambio con paddle al volante) che chi si trova al volante è bravo a fare i punta-tacco. Lo sterzo, veramente ben fatto, diretto anche se un pò troppo ammortizzato e piacevolmente resistente in curva, e quel pedale del freno leggermente poco intuitivo e dalla corsa lunga da qui a lì, alterano la mia presenza nell’equazione uomo-auto man mano che faccio l’abitudine alla spinta del motore. Rimango infine seduto su un’auto bellissima, velocissima, con un bel suono, coccolato dal cambio automatico mentre i passanti mi osservano invidiosi; alla fine la questione è solo questa. Non c’è molta magia in una macchina del genere, che punta tutto sull’apparenza e lascia poco al capitolo del divertimento personale. Sicuramente ha centrato l’obbiettivo che si prefissava, ovvero quello di conquistare i cuori (e i portafogli) dei clienti in cerca di una due posti con cui andare al lago la domenica con la bionda rimorchiata in discoteca la sera prima; non è solo un’auto solo per zitelle con lifting, ma anche per single palestrati e lampadati al punto giusto. Non mi piace. Nonostante tutto, un elogio alla BICAR di Crema, concessionaria esclusiva Mini e BMW, che ha lasciato nelle mani di A Ruota Libera la Z4 senza opporre resistenza con la massima cortesia, se volete acquistare un nuovo modello e prima conoscerlo a fondo, recatevi in via Milano, non rimarrete senza informazioni, di qualsiasi tipo esse siano. Adesso che ne avete visto un paio di foto di questa nuova Z4, sapreste dirmi in che stagione sono state scattate? Nonostante compaia una coupè-cabriolet, con il tettuccio presente per giunta, considerando la data della presentazione e quella di pubblicazione di questo articolo, è più facile di quanto possiate pensare. Ma i più attenti avranno invece intuito il luogo dove sono state scattate queste foto, chi me lo sa dire?

 

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13 responses

7 06 2009
il Mamo

Ovviamente scattate al ‘Ring 🙂
Non ho letto tutto l’articolo, vista l’ora e il fatto che ho appena finito di lavorare..cmq dico la mia sull’estetica, visto che non ho mai guidato una Z4: è orrenda, quasi peggio della vecchia Z4. La Z3 invece mi piace molto, è un vero classico.
E poi quel tetto rigido ripiegabile..non si fa.
Come non si fanno spider da 1600kg!

Imparassero da una certa casa giapponese che ha fatto e continua a fare un pezzo di storia dell’automobile con la spider più venduta di tutti i tempi, che costa molto meno della Z4, pesa quasi 600kg in meno e viaggia più forte di molte auto decisamente più “cavallate” e blasonate..

7 06 2009
Attilio

Credo, ma non ne sono sicuro siano state scattate in una pista. Ma non so quale… Non esistono certe cose in italia a quanto ne so…
Cmq le biemmevu sono in continuo e lento peggioramento, a parte le serie M (che peccano xo di freni). Quello che non mi piace che J. non ha sottolineato è la presenza del freno a mano ELETTRICO, ergo la MORTE DEL DIVERTIMENTO, perchè se pensate che con 300 cv basti accellerare un po’ per farla scodare a meno che non siate sul bagnato una rotonda di traverso è veramente difficile da realizzare. Se ci fosse il f.a.m. con un bel colpo all’ inizio la si farebbe sbandare e si giocherebbe di accelleratore tutto il resto.
Peccato, evviva i vecchi tempi.
Cmq la macchina ha 400N.m 😉
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7 06 2009
xaruotaliberax

@il Mamo: la Z3 era bella in quanto un classico, dopotutto perchè, a modo suo, ricordava molto la nostra amatissima MX5, anche se non ne ha avuto la purezza telaistica e la voglia di tallonare auto dal doppio dei cavalli della giapponese. Purtroppo, a quanto pare, anche la nostra osannata Mazda ha combinato ultimamente un pasticcio con la nuova NC, sotterando la magia delle NA e NB; appena ne guido una valuterò di persona. Per il desing: i gusti son gusti, io amo le linee classiche, qualche settimana fà sono stato a girar attorno ad una Jaguar E-Type per ore, e lo sfondo del mio pc è una foto della Ferrari 250 GTO. Però mi piacciono anche gli esperimenti stilistici, e apprezzo lo stile BMW di oggi, al pari di quello della Zonda o della TVR.

@Attilio: per fortuna mi hai fatto notare l’errore di battitura, grazie al quale ho inventato la prima BMW di nuova generazione con 40 Nm! Senza f.a.m. non mi pare non ci siamo divertiti a fare i sovrasterzi di potenza, cari lettori di A Ruota Libera tra poco sarete partecipi del risultato dell’abbinamento di una trazione posteriore e di un prato bagnato. Certo Attilio, se avessi tirato il freno a mano su una certa curva a 180 gradi presa a 80 km/h, forse non avrei sfiorato la caduta in un campo grazie ad un sottosterzo mostruoso!

J.

3 09 2009
S.

eppure la prima volta che l’ho vista, la mia ormai vecchiotta z4, m’ha mozzato il fiato. quel cofano non è solo estetica. quel cofano dietro a cui ed attorno a cui si sviluppa la siluette di un auto, è l’espressione artistica più vicina al mio prototipo di bellezza, intesa come l’intendiamo in questo blog.
poi intorno all’idea di un cofano così, ci può nascere un’E-type, una viper gts, una barchetta da 1000miglia, o con minor gloria e minor spesa, una z4.
la mia ha il tetto in tela. tolto il tetto (in 7 secondi) senti l’aria, e nell’aria senti il profumo. tolto il controllo di trazione, senti qualcos’altro.
complimenti per il blog, è stupendo.

4 09 2009
xaruotaliberax

Ciao S., benvenuto e grazie per i complimenti, quando il nostro lavoro è apprezzato viene spontaneo voler fare sempre di più!
Della tua Z4 apprezzo la parte posteriore, vista da qualsiasi angolazione: i fari sono veramente belli, ed essendo parziamente tondi, incastonati in quella coda corta coronata all’estremità del bagagliaio dal classico pronunciamento all’insù… beh, non vorrei dire un’eresia, ma più guardo il posteriore e più vedo una Maranello 550 in versione miniaturizzata!
Particolarmente criticato all’epoca il muso, per via di quei grandi fari messi ad un’altezza bizzarra rispetto alla classica doppia mascherina BMW, e anche per l’avvento dei famosi “Bangle Angle” di cui ho scritto nell’articolo: non tutti i proprietari della Z3 hanno trovato nella Z4 una sostituta, sia per l’estetica molto più elaborata, ma sopprattutto i più estremi amanti della leggerezza, come il Mamo qualche commento qui sopra, l’hanno considerata poco.
Dal mio punto di vista, sia la Z3 che la Z4 sono due automobili in grado di avere voti alti, ma in discipline diverse.
Il cofano della Z4 è veramente lungo (e bello), e infatti, già alla sua odierna evoluzione questa macchina si permette di sfidare la Mercedes SL : se consideriamo che l’avversaria naturale della prima Z3 era la SLK (nonostante le filosofie di vita diversissime delle due spider), possiamo notare come l’evoluzione di questa BMW porti a fare passi da gigante, quindi non possiamo escludere che nella sua prossima versione non sia lì a mordere i talloni alla Jaguar, con buona pace per la mitica E-Type.
Torniamo a noi: alla guida la nuovissima Z4 non ha dato molte emozioni.
La tua come è? Anche io ho una spider e so cosa vuol dire sentire “l’aria e il profumo”; sono curioso di scoprire cosa d’altro succede quando disattivi il controllo di trazione!

Alla prossima, ciao.

J.

5 09 2009
s.

l’auto è un oggetto che deve avere una sua sensualità. dev’essere donna.
la z4 mk I (buffo usare l’mk, come se stessimo parlando di uno spitfire) ha propio un bel culo. ineccepibile.
la nuova versione no. ed è un gran peccato, perchè lede l’unica vera forza di quest’auto: la linea.
bangle è un designer che definirei futurista. proprio nell’accezione artistica del termine, è un boccioni, e vedo in quelle che chiami “Bangle Angle” ciò che marinetti avrebbe inteso come linee di forza. una specie di movimento cinetico da fermo: il fascino di una donna è in come si muove: la sensualità è una danza.
se tutte le linee convergono in un posteriore alto, sodo, tondo, come nella z4 mk I crei un effetto di attletismo, ma se realizzi dei gruppi ottici che scendono tristi verso il basso, perdi ogni suggestione.
poi è meraviglioso guidare un’auto attraverso i cui specchietti retrovisori puoi vedere lo slancio della carrozzia sopra il passaruota. evoca l’idea di una shelby cobra.
tolto il controllo della trazione la mia macchina sbanda molto, nonostante abbia dietro due pzero R 245/35 r18. ha solo 192 cavalli, ma ti assicuro che sa disarcionarti se non sei cortese col pedale di destra.
sulla pesantezza sono d’accordo con Mamo. nulla questio. ma da un punto di vista filosofico.
nella mia vita non posso permettermi due auto. altrimenti avrei una A3 e non so… una tvr cerbera.. una cobra replica.. una caterham r300.
ho solo un’auto, la guido tutti i giorni, e voglio le barre antintrusione.

6 09 2009
xaruotaliberax

Sono d’accordo con te dal punto di vista dell’estetica: un’auto deve farti capire quello che è in grado di fare ancora prima di accenderla.
Una 360 Modena è tesa, è nervosa, è veloce anche con il motore spento.
Una 993 GT2 sembra stia facendo fatica a trattenere la sua potenza, la sua coppia è tanto esplosiva da voler uscire non solo tramite le ruote, ma anche dalla carrozzeria, rigonfiandola di curve. Pericolose.
Ad una Countach LP500S non riuscirei mai a dare le spalle, sono sicuro che quel cuneo pieno di angoli taglienti come rasoi sia felice di fare a brandelli i più maldestri.
In un’auto il motore è il cuore e il telaio è l’anima, ma senza una carrozzeria che lasci intuire la sua personalità rimane zoppa. Non volendo essere accusato di maschilismo, a costo di allungare il discorso di un buon paragrafo, faccio un esempio buono per maschietti e femminucce: Scarlett Johansson e Johnny Depp hanno sicuramente un cuore e un’anima, e anche se non li ho mai guidati di persona sembra abbiano delle ottime qualità intrinseche.
Ma senza quella carrozzeria (o desiderabile o invidiabile) varrebbero ugualmente così tanto? Forse per il buon Johnny la risposta è positiva: Robert de Niro è uno dei più grandi attori della storia nonostante il nasone e il neo famosissimo; dunque l’auto deve essere donna, perchè la Johansson con la faccia di Al Pacino non sarebbe neppure diventata famosa.

La leggerezza costa, hai ragione: se si vuole un’auto dalla sicurezza decente in caso di collisioni o indesiderate escursioni a sorpresa nelle foreste a lato strada, non può pesare sicuramente 800 kg; e se non si ha la possibilità di avere due macchine, ma la necessità morbosa di averne una sportiva, bisogna trovare il compromesso; anche perchè sinceramente, discorso sicurezza a parte, guidare una R300 nel traffico ogni santo giorno deve essere quel tantino snervante.

Cambio completamente discorso: te di dove sei? Vai alla pagina “contatti&link” e scorrila fino in fondo, troverai il collegamento al sito “Voglia di Cabrio”, entra e iscriviti, bastano pochi secondi e poi potrai accedere alle informazioni; se ti và di trascorrere un giorno a rincorrere anche auto con il doppio dei cavalli della tua, su tornanti stupendi e tra panorami mozzafiato, e comunque conoscere dei patiti di spider di ogni genere, tra meno di un mese ne potresti avere l’occasione.

Ci vediamo là?

J.

17 10 2009
francesco

io ho una z4 prima versione…cerchi da 18…quella da 231 cavalli…la trovo bellissima ma purtroppo tra restyling e modello nuovo la bmw ha rovinato questo modello…quella nuova sembra un auto giapponese e quel tetto rigido è una bestemmia per chi ama i cabrio…la z4 è sportiva non deve cecare la comodità per i vecchietti…cmq il freno a mano per la z4 non serve…scoda alla grande e gira su se stessa con niente…sempre se si vuole…perchè la mia zeta non mi ha mai abbandonato in curva…gran macchina…

18 10 2009
xaruotaliberax

Ciao Francesco, sono d’accordo con te su tutto, tranne per un punto.
La nuova Z4 sembra assolutamente un’auto tedesca, non ha niente a che vedere con le giapponesi, tonde e qualche volta pure goffe.
La BMW ha sempre costruito enormi automobili dalla linea così filante ed aggressiva da dissimulare benissimo le dimensioni, se l’obbiettivo era quello.
Le hai presenti la 635 CSI degli anni ottanta e la M5 degli anni novanta? La nuova Z4 è sicuramente una loro discendente cabrio a due posti.
E’ stata la Z3 ad essere fuori dagli schemi abituali BMW, e a rigor di logica, anche se un pò meno, lo è stata la sua discendente, la tua Z4.
L’ultimo modello è tornato ad essere adatto alla linea di pensiero abituale.
Purtroppo.

J.

18 10 2009
francesco

eh si purtroppo…non mi eccita…:-)

19 10 2009
xaruotaliberax

Dopotutto, alla fine di tutti i più ingarbugliati discorsi sul mondo dei motori, si arriva sempre al solito verdetto: un’auto può costare milioni di euro, può essere costruita con le migliori tecnologie, può avere una scheda tecnica impareggiabile.

Ma l’emozione al volante è l’unica cosa che conta.

Un’auto non eccitante, a cosa serve?

J.

15 02 2012
riccardo

lascia poco al capitolo del divertimento personale??????ma come si può lasciar stilare un giudizio ad una persona ke sembra non intendersi di auto?questo”giudicatore”sembra aver fatto copia-incolla da articoli sparsi qua e la..la mia poca esperienza di guidatore(7corsi di guida sicura-sportiva e patente con abilitazione alta velocità)..dal 2007al 2011 ho avuto il 335i coupè futura e a settembre2011ho preso la z4 35i…come si può descrivere un auto come questa in un modo così superficiale??si capisce subito ke questo signore non ama tanto le bmw e ke forse non ne ha mai guidata una in maniera spinta e sportiva..premetto ke preferivo il335i,ho la z4 35i in attesa dell uscita della nuova 335icoupè..le differenze ci sono,ma non riguardano gli sprints e le accelerazioni..vi ricordo ke la z4 35i in modalità auto”s” raggiunge i 100 in 4,96(pari alla m3 2007)…raggiunge i 200 in 14.9 (la m3 ci mette 16.6,proprio come la carrera4s)…e tutto ciò per una makkina ke”lascia poco al capitolo del divertimento personale”???????si,ok,l accelerazione non è il grosso di una guida potente,ma consiglio a questo signore di dedicarsi alle sue makkine preferite…65000euro ben spesi(la z4 35i è superiore come potenza alla cayman s,e superiore anke come optionals)..il vero intenditore testa tante e tante auto..i giudizi solo a persone competenti..

20 05 2014
www.caralarmsessex.com/

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