Cuore Sportivo. Giusto?

29 01 2009

Ho pensato molto a come iniziare questo articolo. Essendo la prova di una Alfa Romeo, riflettevo, potrei iniziare con un cappello introduttivo sul passato glorioso della casa, sulla grandissima eredità sportiva del marchio, su come l’Alfa sia ancora, nonostante tutte le vicissitudini, una casa automobilistica da appassionato. Oppure, potrei cominciare a parlarvi della parentela stilistica con l’esclusiva 8C competizione, del Cuore Sportivo, di come, secondo le intenzioni di progettisti e manager, questa sarà l’auto che rappresenterà il ritorno dell’Alfa Romeo.

Di nuovo.

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Ogni prova di un Alfa Romeo apparsa su qualsiasi rivista, dagli anni 80 ad oggi, contiene sempre gli stessi clichés: sportività nonostante la trazione anteriore, stile incredibile nonostante la ruggine, cuore sportivo, bla bla bla. Mi permetto di ricordarvi che ogni macchina uscita con il marchio del biscione dagli anni ’90 ad oggi è stata etichettata come “l’auto che segnerà la rinascita dell’Alfa!” se non ci credete cercatevi le prove delle varie 156, 166, 147 e 159. Come se la risurrezione di un marchio morto quanto Elvis fosse il compito di un solo modello, un Deus Ex Machina che polarizzi l’attenzione di tutti, diventi un successo economico enorme, e finanzi nuovi modelli. E se invece di puntare tutto su un solo cavallo (fallendo, tra l’altro) e basando tutto il proprio appeal su un passato cosi lontano da sembrare leggenda, l’Alfa provasse a ripartire da zero? Se invece di prenderci in giro con berline “sportive” da 1800 Kg con motori australiani l’Alfa tornasse alle competizioni, alla trazione posteriore, alla vera Sportività, a tutto ciò che ha perso per strada? Una brutta reputazione è una cosa difficile da tirar via, ma la partecipazione a qualche gara di endurance, o qualche altra impresa sportiva di rilievo farebbero scordare tutto. D’altronde qualcuno si è mai lamentato della scarsa affidabilità Ferrari? No. Perchè è una Ferrari, e ha ben altre qualità che mettono in ombra i difetti. L’Audi sta cercando da qualche anno di convincerci che il diesel può essere sportivo. Se non vincesse Le Mans ogni anno sarebbe derisa da mezzo mondo, e invece…

toc toc!” vengo risvegliato dal mio monologo interiore da G, che batte due colpi sul finestrino della Lancia Delta (sigh) in esposizione, sulla quale sono comodamente seduto, per riportarmi alla realtà ed avvisarmi che è arrivato il nostro turno.

Un po innervosito dall’interminabile attesa, mi stiracchio, scivolo fuori dall’abitacolo e mi presento al gentilissimo responsabile di questa nuova e luccicante concessionaria del gruppo Fiat, che stamattina ha avuto la (s)fortuna di essere invasa dalla redazione di A Ruota Libera al gran completo. Siamo qui, ormai l’avrete già capito da un pezzo, per provare la nuova Alfa Romeo MiTo, nelle declinazioni motorizzate a benzina da 120 e 155cv. Scuoto la testa nel tentativo di riordinare i pensieri. Il primo turno è di G, mentre J, da vero gentiluomo, rinuncia alla sua prova per farci guadagnare tempo; mi siedo di fianco a G che armeggia con sedili specchietti e cinture, e nel frattempo faccio il punto mentale di quello cui stavo pensando poc’anzi: Alfa dichiara che questa MiTo è stata concepita per un pubblico giovane, forse anche alla prima macchina, e ha la Mini nel mirino. Sogghigno, pensando che la prima battaglia, quella dell’estetica, è stata persa in partenza. La linea, soprattutto la tre quarti posteriore, è elegante e pulita, ma i proiettori anteriori slavati rovinano il frontale allo stesso modo in cui denti gialli e storti possono rovinare il viso anche di una top model. Gli interni sono scenografici e piacevoli alla vista, ma la consolle centrale è realizzata, purtroppo, ancora con plastiche di bassa qualità. In compenso il cruscotto è semplicemente perfetto: Chiaro, sportivo, scenografico ma non pacchiano. G mette in moto e partiamo per il nostro giro. Mentre la campagna cremasca scorre veloce al di fuori dei finestrini, penso che se non fosse per il simbolo al centro del bellissimo volante, non penserei di trovarmi su un Alfa Romeo. Cerco lo sguardo di J, seduto dietro, e vedo che è d’accordo con me. È il sound. Sembra di viaggiare su un aspirapolvere! Il suono del motore è vuoto, mai veramente emozionante. Vedo che G sorride, tirando le marce, ma dal sedile del passeggero non traspare niente di veramente gustoso. Dopo qualche curva il sorriso di G si spegne come una candela al vento. Cattivo presagio.

Tocca a me. Comincio a valutare le mie aspettative nei confronti di questo modello, come potrebbero influenzarmi, quindi decido di azzerarle, cercando di non pensare a tutto quello che Alfa Romeo significa per me. Mi siedo al posto di guida. Il sedile, come sempre, nel gruppo Fiat, è leggermente più alto di quanto sarebbe desiderabile, ma con un po di pazienza riesco a ricavarmi una posizione di guida più che accettabile. Ci siamo. Ingrano la prima e scatto in avanti, smanioso di affrontare le prime curve, constatando immediatamente una reattività dello sterzo che ha dell’incredibile! Incredibile in senso negativo, ovviamente. Sembra lo sterzo di un videogioco da bar, eccessivamente servoassistito, completamente artificiale nella risposta, un incubo digitale che non capisco come possa essere stato concepito dalle menti responsabili di auto come la Giulietta, la NO! Stavo per ricadere nel solito errore, cancellate l’ultima riga. Non devo confrontare il presente col passato. Deglutisco e alzo il ritmo della guida. Perlomeno, penso tra me e me, il cambio a 5 marce è buono. Gli innesti sono precisi e ben contrastati, la frizione lavora bene, e tutto il comparto è piacevole da usare. I freni sono potenti e modulabili, anche se non ispirano la fiducia immediata che si prova sulla Mini. Mentre sto guidando in maniera relativamente rilassata in un tratto trafficato, la mia mente si sofferma sui gingilli elettronici che questa piccola porta in dote: abbiamo il famigerato DNA, il “manettino” che scimmiotta il “Manettino” Ferrari, dotato delle canoniche tre posizioni: fondi a bassa aderenza, normale e sportiva. Data la pioggia incessante che oggi stava quasi per rovinarci la giornata, decido senza ulteriori indugi di piazzarlo in D, dynamic, la modalità sportiva, che alza la soglia d’ingresso di ESP e controllo di trazione, ma lascia invariata la mappatura di motore e sterzo. Il responsabile Alfa a bordo con noi ci illustra anche l’altra novità elettronica di questa (per me sempre meno) simpatica autovettura: Un differenziale elettronico che “simula” un differenziale a scorrimento limitato, frenando la ruota posteriore esterna e quella anteriore interna per far volare la MiTo su dei binari immaginari in ogni curva in cui voi la possiate lanciare. Mentre ridacchio tra me e me, schivando tir e furgoncini vari, mi viene un dubbio che esterno al responsabile Alfa:

Ma non si faceva prima a montare direttamente un differenziale a scorrimento limitato, come è già stato fatto sulla 147 Q2?”

Ehm… si, ma vede, la MiTo monta delle sospensioni anteriori MacPherson, che non sono per niente adatte a un differenziale di quel tipo….”

Un Alfa con MacPherson anteriori? E dietro come sono (rido cercando di sdrammatizzare), a ponte torcente?”

Ehm, si…. ma vede, sono state riviste dai tecnici Alfa per ottenere comunque una guidabilità ai vertici del..”

scherza?”

della categoria, come? No no, non scherzo, sono le economie di scala che dettano questo genere di cose, bla bla bla”

disconnetto le orecchie e mi concentro sulla guida. Voglio credere in questa macchina. Voglio che mi piaccia. Ma ho sentito troppo. Pigio sull’acceleratore come un aracnofobico che avesse notato una tarantola sotto il pedale più a destra, e la piccola MiTo mi ricompensa con un’accelerazione degna di una macchina con 120 cv, ovvero niente di rilevante. Il motore è fin troppo progressivo, i suoi 200nm di coppia sono spalmati dall’elettronica lungo l’arco dei giri come troppo poco burro su una fetta di pane troppo grossa (perdonate la citazione Tolkeniana, ma calza a pennello) e solo verso i 5000 giri recupera un po di carattere. Il risultato è poco emozionante, nonostante devo ammettere sia abbastanza efficace nel traffico sonnolento di questo grigio sabato mattina. Dopo un ultima rotonda dal fondo sconnesso, dove apprezzo il compromesso tra confort e rigidità, torniamo al campo base, dove la nostra analisi si concentra su uno degli aspetti più importanti della prova: Il prezzo. Per questa MiTo 1.4 turbo benzina da 120cv la richiesta è di 16.350 monetine da un euro in versione Progression, mentre per la vettura in prova, dotata di Sport Pack, la cifra sale a 18.750 euro. Mi siedo un attimo per riflettere. Potendo, comprerei una MiTo a questa cifra? Non credo. Al di la della mia idiosincrasia per lo sterzo artificioso, e il motore sottotono, c’è qualcosa che manca a quest’Alfa che mi brucia molto di più. È il carattere. In qualsiasi situazione vi troviate l’auto rimane neutra, piatta, e la cosa non mi piace per niente. Quando guido una macchina voglio salire, prenderla per le corna e avere brividi sulla schiena non solo quando accellero, voglio percepire la meccanica che lavora, voglio sentirla viva! E questa MiTo, pur essendo una buona macchina, non riesce ad emozionarmi. Elettrocardiogramma piatto. Peccato. Mi accendo una sigaretta, mentre la pioggia aumenta d’intensità. In quel mentre G mi raggiunge per dirmi che anche lui ha avuto le stesse senzazioni, ma trova il motore più che adatto alla massa della macchina, che, mi ricorda, è di solo 1150 kg in ordine di marcia, un vero record in tempi di obesità automobilistica… Annuisco, spengo la sigaretta, e mi dirigo verso la seconda Alfa MiTo di oggi, quella mossa dal motore da 155 cv. Ancora inacidito dalla delusione di pochi minuti fa, mi posiziono nel sedile del guidatore e trovo una simpatica sorpresa: il sedile si abbassa di qualche centimetro in piu del precedente! Il responsabile capta il mio sguardo incuriosito e mi spiega:

la versione da 155 cv ha qualche dettaglio in più… il sedile lato guida è il più basso della intera produzione del Gruppo Fiat, e la modalità Dynamic del selettore DNA aggiunge un overboost di 30Nm alla coppia, che tra l’altro arriva più in alto, a 3000 giri, anziché a 1750 come nella versione da 120 cv. Diciamo che l’effetto è molto divertente…

Lo guardo come se mi avesse detto che il Papa è musulmano. Bizzarro come 30 cv possano cambiare le cose, o per meglio dire, come una diversa mappatura del motore possa cambiare le cose. Pronti, via, selettore in Dynamic e si parte per un altro giro sulla giostra, gentilmente offerta dall’Alfa Romeo. Lo sterzo sembra più vivo nelle mie mani, più sensibile, anche grazie ai cerchi da 17′ in luogo di quelli da 18′ presenti sulla versione da 120 cv. “Però”, penso, “sembrerebbe quasi che ci siamo…” Accellero come se fossi in ritardo al mio matrimonio, e WHAAAM! La MiTo scatta in avanti quasi con ferocia, le curve sono più “sentite”, il cambio a 6 marce è semplicemente sublime, la potenza si scatena seriamente dai 5000 giri in su, ma il vero spasso è tenere questa macchinina “sul filo del rasoio”, solleticare l’acceleratore attorno ai 2800, 2900 giri, e poi spalancare completamente e godersi la scalata verso la fine del contagiri. I dati parlano di solo 0.8 secondi in meno rispetto alla versione da 120 cv per il classico 0-100, ma è il modo in cui questa velocità viene raggiunta che fa la differenza tra i due motori. Mentre uno è regolare e “piatto”, l’altro è veramente dinamico e divertente. Decido li per li, disponendo di un tratto di strada libero, di testare la ripresa. Velocità 120 Km/h, quinta, 2000 giri scarsi. Affondo il piede destro, e tengo nota mentalmente della velocità… 130..150…160…. il tutto in pochi secondi. Arrivato ai 170 il responsabile Alfa, fino a quel momento silenzioso, mi guarda, sorride, ed esclama:

c’è anche la sesta.”

peccato che oltre alla sesta ci sia anche una macchina che mi costringe a rallentare. Ad ogni modo, prima di esprimere un giudizio, il solito fattore prezzo si intromette nei miei pensieri…

questo modello quanto costa esattamente?”

modello “base” 18.101 €, questa che stiamo provando 20.501 €.”

ventimilacinquecentouno euro. Un prezzo molto più vicino a una Mini Cooper che a una Cooper S.

non avete paura della concorrenza interna dell’Abarth? La 5oo ha le carte in regola per rompere le uova nel paniere Alfa… molti cavalli, look alla moda, prezzo abbordabile, pubblico giovane…”

mmm, noi crediamo che la clientela sia leggermente diversa, Abarth è un marchio più specialistico, Alfa rimarrà sempre e comunque un compromesso tra sportività, lusso, ed eleganza”

Interessante. Il giro si avvia verso la conclusione, affronto le ultime curve con spavalderia, ma la MiTo non si lascia disturbare, e rimane attaccata al suolo con grande tenacia; veramente un’ottima tenuta. Rientriamo in concessionaria, e dopo aver ringraziato per la disponibilità scattiamo qualche foto. Mentre G e J armeggiano con le macchine fotografiche, io mi risiedo nella Lancia Delta in esposizione dove ho iniziato questo interminabile articolo, e rifletto un attimo su quello che ho appena provato.

Per qualcuno le auto sono un mezzo di trasporto. Per qualcuno sono un male da estirpare. Per qualcuno sono un piacere. Per qualcun’altro, come me e gli altri ragazzi di A Ruota Libera, sono una droga. Non c’è mix di anfetamine, cocaina e altre schifezze in grado di darci la stessa botta di adrenalina di una macchina come si deve. Per questo siamo qui oggi. E la MiTo, quanto riesce a soddisfare la nostra insaziabile fame di emozioni? Per quanto mi riguarda, la versione da 120 cv è un po troppo pigra e artificiosa per risultare veramente coinvolgente, mentre la versione da 155 cv, complice anche una gestione della coppia più “frizzante”, è il modello da scegliere. E per favore, scegliete i cerchi da 17”. oltre ad essere più belli esteticamente offrono una migliore sensibilità e una tolleranza maggiore alle irregolarità del manto stradale. A meno che non vogliate sfoggiare i giganteschi cerchi da 18” davanti al vostro locale preferito per l’happy hour. In questo caso, avete sbagliato sito. Noi siamo quelli che mentre voi sgommate ai semafori per farvi notare facciamo l’orlo ai fossi delle strade di campagna, semplicemente per il gusto di farlo, mentre nessuno ci guarda. Voi da che parte state?

Bene,” penso “sto ricominciando a divagare con i pensieri” Esco dalla Delta e mi dirigo alla macchina che mi riporterà a casa. Mentre esco dalla porta del concessionario, mi volto a guardare la Grande Punto Abarth esposta in vetrina. Penso che non mi sono bevuto nemmeno per un secondo la storia del responsabile sulla concorrenza interna. Penso che qualcuno dovrebbe provare a confrontare MiTo, Grande Punto Abarth, 5oo Abarth, e perchè no, anche la Mini Cooper. Penso che questa prova la leggerete presto proprio su questo sito. Nel frattempo, siate sempre A RUOTA LIBERA!

copia-di-r


MOTORE

1.4 TB 120 Cv

1.4 TB 155 Cv

Numero cilindri

4

4

Cilindrata

1368

1368

Potenza Max Cv/Giri Min

120 @ 5000

155 @ 5500

Coppia Max Nm/giri Min

206 @ 1750

230 @ 3000

TRASMISSIONE

5M

6M

SOSPENSIONI

Anteriori: MacPherson

Posteriori: Ponte Torcente

Anteriori: MacPherson

Posteriori: Ponte Torcente

PESO (in ordine di marcia)

1145Kg

1145Kg

PRESTAZIONI
0-100Km/h

8.8 secondi

8.0 secondi

Vmax

198 Km/h

215 Km/h

VALUTAZIONE

3.0/5

3.5/5

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Azioni

Information

16 responses

30 01 2009
Attilio

Riky sei il numero 1

3 02 2009
Mauro

Ciao… Bravo, bel commento!!!
Però mi sembri un pò contro questa piccola Alfa!!!
Sarei curioso di un tuo test su una Gt 1.9…

4 02 2009
Lorenzo Pierini

Non l’ho provata…ma mi hai incuriosito.
Ovviamente la mia curiosità è fine a se stessa….io le Alfa non le comprerò mai…. http://alfaromeo147.wordpress.com/

“Noi siamo quelli che mentre voi sgommate ai semafori per farvi notare facciamo l’orlo ai fossi delle strade di campagna, semplicemente per il gusto di farlo, mentre nessuno ci guarda”

Ah ah ah ah…bellissima!!! Io sono con te!!!

4 02 2009
Mauro

Ho letto anche quel commento, e ti dirò che in famiglia ne abbiamo avute ormai 3 di Alfa (164-166-Gt) e fin ora grazie a Dio, non ci hanno mai dato grossi problemi…
Se hai la possibilità di “testare” appunto la Gt 1.9 Jtd sarei curioso di leggere il tuo commento… Forse sarà l’Alfa che saprebbe stupirti positivamente… : )
Ciao!!!

5 02 2009
xaruotaliberax

Mauro ti ringrazio, e ti assicuro che la “cattiveria” che ho messo in questo articolo non è niente in confronto alla delusione che ho ricevuto, motori a parte… una guida fredda e distaccata, l’opposto delle senzazioni che ricerchiamo, qui ad A Ruota Libera! per quanto riguarda la prova della GT, ci stiamo lavorando!

a presto,

R.

5 02 2009
xaruotaliberax

Lorenzo, grazie per il supporto! ho letto qualche articolo del tuo blog, e mi rattrista osservare che ancora oggi, nonostante le pubblicità sparate a mille dai media, il gruppo Fiat si perda ancora nell’ABC dell’automobilismo moderno, ovvero il customer care . Non nutro un particolare affetto verso la casa di Wolfsburg, ma ad ogni modo ti auguro di passare dei bei momenti A Ruota Libera con la tua nuova Golf!

R.

10 02 2009
cris

ah riky credo propio che dovresti provare l’s3!!!ihihihi…spero che questa mito la presentino in versione gta con motore 1.8t-jet da 230cv come dicono di volere fare allora forse un pensierino lo si puo’ anche fare altrimenti non credo propio…

10 02 2009
noriuki

mah… siamo poi sicuri che trattasi di un’alfetta mito???
come mai la foto è mozzata nella parte posteriore??? No perchè così sembra proprio una Nissan Micra….
Certo è che le macchine come le facevano una volta non le fanno più, tutte uguali…
Prendiamo la Tigra, per esempio, gran macchina, gran motore, una linea fantastica e ancora attuale… auto così non ne fanno più….
ciao
PS quando arriva il sole??? Ci sono gente che vuole andare in giro in moto…. fatemi sapere

10 02 2009
Simo

Si è vero più la guardo e più non mi convince, ed effettivamente sembra una micra 😦 … In giro però se ne vedono parecchie, nonostante tutto… sarei curiosa di una valutazione di chi l’ha comprata!

21 02 2009
Fabrizio

Giudizi del genere sono totalmente privi di ogni competenza di mercato vanno bene giusto per criticare…siamo alle solite …piove governo ladro a scrivere in questo modo gli articoli sono capaci tutti. Ma stò gente è mai salita su una peugeot o su una opel ma anche su una vw criticano il prodotto non capendo le logiche di un lancio di un’automobile. La prova è che il gruppo fiat in questo disastro di mercato è salito al 4 posto dei produttori. Sti fenomeni che giudicano il design le prestazioni da dove vengono da marte….hanno la saccenza di provare le auto come fossero auto da guidare in pista ma non hanno capito che le auto servono per andare al lavoro e a fare la spesa devono piacere costare relativamente poco ed essere brillanti la Mi To ha tutte queste caratteristiche se poi il fenomeno non ha trovato emozionante la prestazione dell’auto su una rotonda sotto la pioggia provi con un Maserati o con una McLaren magati si diverte.

21 02 2009
xaruotaliberax

Caro Fabrizio, devi aver scritto il tuo commento in modalità ‘offuscamento-cerebrale-da-voglia-di-dirla-tutta-e-subito’.
L’Alfa continua a dire che farà automobili a modo nostro, e costantemente ci delude.
Comunque, se ti fossi letto il nostro ‘Manifesto’, avresti capito che non siamo multimilionari in cerca di nuove esperienze.
Nel tuo grammaticalmente poco curato commento, rivolgi la tua parola a noi, proprietari di Fiat Panda e Punto e Idea ordinarie. Devi sapere che, personalmente, con le mie VW Polo e Opel Astra la spesa con la nonna sono andata a farla centinaia di volte; non ho mai avuto una Peugeot, ma, in compenso, andando al lavoro con le mie Renault Megane e Lancia Y e Ypsilon, di code nel traffico moribondo ne ho fatte…

Arriviamo al punto, non siamo nati su Marte, ne ci viviamo.
Siamo nati in Italia, paese ammirato dal mondo, per la cucina e i monumenti, i paesaggi marini e montani, potrei fare un’elenco smisurato ma… finisco dicendo, per le automobili.
Tra i mensili puoi trovare ogni mese, all’edicola della tua città, pagine e pagine descrittive riguardanti le dimensioni del baule della Nissan Almera, grafici e schemini dell’andamento del mercato Fiat, emissioni CO2 della Seat Ibiza…
Serve che se ne occupi qualcuno d’altro?
Con una manciata di euro, o solo facendo un giro sul web dalla comoda scrivania di casa, troveresti tutti quei freddi dati tecnici che smani di conoscere.

Ma arriveresti a leggere la parola ‘Emozione’? No, evidentemente a scrivere articoli del genere non sono capaci tutti.

Se per te le automobili sono solo un mezzo di trasporto, allora gli uomini sono solo degli esseri viventi… le auto sono di metallo e plastica e stoffa e gomma, gli esseri umani un ammasso di cellule?
La somma di svariati elementi a volte non da come risultato la somma dei valori degli elementi stessi, ma qualcosa di più.
Per noi questa è l’automobile. E la passione che viviamo per questa.

Comunque, da un punto di vista sono d’accordo con te.
Hai ragione, su quella rotonda viscida per via della pioggia, con una Maserati avremmo fatto sagra.

J.

21 02 2009
Louis Flagg

Mauro, Lorenzo, Attilio, Noriuki, Cris, Simo… Appassionati…
…e dall’altra parte Fabrizio, freddo e insensibile…

6 03 2009
Zazzà

mah a me sembra solo una macchina messa insieme alla bellemeglio per far concorrenza alla mini, non una vera macchina sportiva…

x Fabrizio: la panda è per far la spesa, la mito è sportiveggiante, per cui va provata in un certo modo, ovviamente… ma questo è solo il mio parere……

zazzà

3 05 2009
Daniele

La R che vuol dir riccardoooooooooooooo
mitooooo ricky:D

21 11 2009
arotaebinario

io ho letto solo un monologo più che una recensione, e di recensioni ne ho lette molte su questa mito…vuoi emozioni caro amico??? prova a lavorare sul serio :-D….a un ultima cosa il 120 cv non è benzina e non è 1.4 ma bensì 1.6 jtd 😀 come pretendi di essere preso sul serio se fai di questi errori? neancheti sei informato sulle motorizzazioni…prova ad avere la testa sulle spalle enon tra le nuvole

27 11 2009
xaruotaliberax

Non mi spreco in commenti tecnici o appassionati, concludo brevemente questo mio intervento chiedendomi se “arotaebinario” ci farà delle rettifiche al suo commento appena qui sopra, perchè quando l’ha scritto era ubriaco…

J.

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