Il mitomane, seconda parte

25 01 2009

Eccoci qua finalmente a casa, è stata un’ora di ciondolamento perpetuo chiuso nel retro di un vecchio Daily, un po’ versione carro bestiame più profumato ma con eguale livello di pulizia oserei dire, gentilmente offerto da un amico di mio padre, mezzo che mi ha permesso di scortare il mio tesoro fino a destinazione per riporla accanto alla sorellona maggiore che da oggi le farà compagnia tra le 4 fredde mura del mio garage…

 

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…un senso di onnipotenza che ti pervade per tutto il tragitto, nessuno avrebbe potuto togliermela in una tale circostanza. Penso che sia nella natura umana, l’eterno senso di insoddisfazione che porta a cercare sempre qualcos’altro… qualcun’altro… un po quello che mi accadde quando il giorno successivo spalancai la mia claire, lei era la, senza uno specchietto per farla aderire alla parete cercando il minor ingombro possibile  per il nostro già modesto garage.

“Ora che faccio?”

“Cosa gli cambio?”

 

 Tutte domande che si esauriscono nella frazione di tempo necessaria per compiere una piccola, semplice operazione… aprire il portafoglio… la liquidazione inesorabile di ogni speranza di raggiungere i propri obbiettivi con i buon metodi ortodossi. E’ in quei momenti che nascono progetti fantastici coinvolgendo qualsiasi artigiano disposto a darti una mano… a sviluppare l’inventiva… l’ingegno, a dare forma ad una idea che altrimenti rimarrebbe astratta nella tua mente, è in quel momento che un fabbro diventa il tuo migliore amico… e quale modo migliore di impiegare le staffe reggi pensili della cucina che hai appena cambiato se non quello di porta freccie racing… o il terminale dell’yz del tuo vicino da buttare per fondare una nuova casa di scarichi artigianali… momenti indimenticabili fatti di giornate al gelo in 15 mq grattando, tagliando, saldando ,rendendoti quasi un essere amorfo, asociale… ma il risultato vale tutti i tuoi sforzi una volta ultimato il duro lavoro magari di mesi, piegato sotto la morsa del freddo con le mani a mollo per togliere l’ultimo brandello di vernice che, con bastardo accanimento, resta incollato sulle tue carene come una cozza allo scoglio.

Arriva finalmente il momento… sospiri ed emetti un suono cupo dettato dalla fatica gioiosa… un lavoro ben fatto… almeno pensi, mentre dentro di te sai che sei solo all’inizio… l’inizio di una nuova avventura che ti condurrà ad essere orgoglioso di te stesso e, che forse, una volta tanto, ti farà rallentare, solo per il gusto di sentirti osservato… spiato… invidiato perfino… sapendo che la vanità dura giusto il tempo di aprireeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee…….

 

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3 responses

26 01 2009
Ari

aprireeeeeeeeeeeeee!!!! lo sapevo che scrivevi aprireeeeeeeeeee!! hihi!!! grandissimi bagai!!!!

10 02 2009
cris

bella!!!grande mito !!senza dubbio un ricordo che non svanisce!!!

16 02 2009
xaruotaliberax

Grazie Cris…proprio non svanisce…a volte torna a morderti lo stomaco…se ripenso a certe pieghe…

G.

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